Carmelina Naselli
Carmelina Naselli

Carmelina Naselli (Catania, 4 novembre 1894Catania, 13 novembre 1971) è stata una letterata, etnologa e bibliotecaria italiana.

Biografia e carriera

Laureatasi in lettere nel 1919 presso l'Università di Catania con Achille Pellizzari, proseguì gli studi di perfezionamento alla "Scuola di Studi Superiori in Letteratura Italiana" di Firenze, sotto la guida di Guido Mazzoni, con cui conseguì il perfezionamento e l'abilitazione all'insegnamento nel 1921. Negli anni successivi, frutto degli studi di storia della letteratura italiana compiuti a Firenze furono le due opere Il Petrarca nell'Ottocento (1923) e Domenico Cavalca (1925).[1]

Decisiva fu poi la conoscenza di Luigi Sorrento, filologo e critico letterario, che la fece appassionare agli studi folklorici, invitandola a collaborare alla redazione del volume L'isola del sole (1926), un'antologia di canti, novelle e costumi popolari siciliani. Da questo momento in poi, la storia delle tradizioni popolari sarà la ragione principale dei suoi studi e delle sue ricerche così come il comune motivo di fondo di quasi tutte le sue opere successive.

Ritornata a Catania, iniziò a insegnare nelle scuole pubbliche, ma al contempo si dedicò, con passione e competenza, agli studi storici sulle tradizioni e sulla cultura locale, in particolare si interessò alle varie manifestazioni civili, politiche e religiose di cui la provincia etnea è ricca, nonché alla storia delle istituzioni culturali locali, scrivendo tra l'altro un'apprezzata Storia dell'Università di Catania dalle origini ai nostri giorni (1934), ed organizzando altresì mostre, convegni ed esposizioni. Nel 1935, curò la Mostra interprovinciale di arti popolari siciliane, una delle prime in Italia, la cui attività venne testimoniata da alcune sue pubblicazioni che resero nota tale mostra a livello nazionale.[2]

Con le pubblicazioni che aveva realizzato fino ad allora, riuscì a conseguire nel 1936 la libera docenza in letteratura, dopodiché ebbe, nel 1940, un primo incarico di insegnamento di storia della letteratura italiana all'Università di Catania, che mantenne fino al 1949 quando conseguì l'ordinariato, quindi resse la cattedra di storia delle tradizioni popolari, una delle prime tre cattedre istituite in Italia per questa disciplina.[3]

Nell'Ateneo catanese, la Naselli tenne pure diversi altri incarichi di insegnamento, nel periodo che va dal 1949 al 1965 (anno del pensionamento): Storia della Letteratura Italiana, Filologia romanza, Letteratura delle tradizioni popolari, Storia della lingua italiana, Lingua e Letteratura Italiana, oltreché Storia delle tradizioni popolari, sia nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Catania che nell'Istituto Universitario di Magistero di Catania. Rimasta nubile, di profonda fede religiosa, nel 1944 prese anche i voti di terziaria domenicana, divenendo poi priora provinciale del "Terz'ordine domenicano femminile".

Condusse una vita culturale molto intensa (fu, tra l'altro, molto amica di Gina Fasoli), partecipando a convegni, tenendo conferenze, collaborando a giornali e riviste, organizzando mostre ed esposizioni. Fu presidente del comitato catanese della Società Nazionale "Dante Alighieri" e della "Società di Storia Patria per la Sicilia Orientale", di cui curò la biblioteca essendone stata per molti anni prima segretaria poi direttrice, quindi diresse pure, dal 1954, la rivista l'«Archivio storico per la Sicilia orientale».

In sua memoria, il comune di Catania le ha intitolato una via nella zona di San Giovanni Galermo.

Un suo profilo è stato tracciato dall'allora suo assistente universitario Carmelo Ciccia, nel libro Profili di letterati siciliani dei secoli XVIII-XX.

Studi e ricerche

La Naselli – come Cocchiara e Pitrè a Palermo – fu caposcuola dell'università etnea negli studi folklorici e delle tradizioni popolari siciliane. Nonostante tutto, essi riuscirono (in primis, la Naselli) a far fronte, continuando a professare rigorosamente il metodo storico-filologico nella loro indagine di studio e di ricerca, all'imperante storicismo ideologico crociano che metteva in secondo piano queste discipline perché tacciate di simpatizzare con i metodi del positivismo, diatriba che si sarebbe poi attenuata solo dopo i lavori di Ernesto De Martino sull'etnologia storicistica.[4][5]

Molte furono le sue pubblicazioni, che spaziano su un ampio ventaglio di discipline umanistiche, ma tutte accomunate da un unico motivo di fondo essenzialmente riconducibile al costante intento – della Naselli – di perseguire comunque un'indagine storico-filologica sul folklore e le tradizioni popolari, spesso condotta con taglio interdisciplinare (ma sempre entro l'ambito delle discipline prettamente umanistiche). Fra le sue moltissime pubblicazioni, degno di nota è il saggio sul linguista veneto Alessandro Citolini, autore di una prima opera sulla grammatica italiana (e poco conosciuto perché vissuto e morto a Londra intorno al 1582), così come la monografia Studi di letteratura antica siciliana (1935). La Naselli si interessò anche di problemi di storia della lingua e della letteratura italiana, così come di storia civile, religiosa e politica siciliana, in particolare dell'area etnea.

Parte dell'opera della Naselli, verrà poi ripresa e continuata da Santi Correnti.

Opere

Giuseppe Pitrè, la musica popolare e il carteggio inedito col maestro Francesco Paolo Frontini
Giuseppe Pitrè, la musica popolare e il carteggio inedito col maestro Francesco Paolo Frontini

Note

  1. ^ Per le notizie biografiche qui esposte, si fa riferimento a: M. Leonardi, "Naselli, Carmelina", Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 77, Anno 2012.
  2. ^ Cfr. C. Naselli, "La Mostra interprovinciale di arti popolari siciliane. Catania, ottobre-novembre 1936", Lares, VII (4) (1936) pp. 233-252.
  3. ^ Le altre due furono assegnate a Giuseppe Cocchiara dell'Università di Palermo, l'altra a Paolo Toschi dell'Università di Roma; cfr. Tullio Tentori, "Per un'antropologia delle società complesse" (§ 1), in: T. Tentori (a cura di), Antropologia delle società complesse, A. Armando Editore, Roma, 1990, pp. 7-40.
  4. ^ Cfr. AA.VV., L'antropologia italiana. Un secolo di storia, Editori Laterza, Roma-Bari, 1985.
  5. ^ Cfr. pure E.V. Alliegro, Antropologia italiana. Storia e storiografia 1869-1975, SEID Editori, Firenze, 2011.

Bibliografia

Controllo di autoritàVIAF (EN33762732 · ISNI (EN0000 0001 0886 0417 · SBN IT\ICCU\MILV\048580 · LCCN (ENn97875370 · BNF (FRcb111574636 (data) · WorldCat Identities (ENn97-875370
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