Il liceo classico è una scuola secondaria di secondo grado prevista dal sistema di istruzione italiano. Fornisce un'istruzione non professionalizzante finalizzata al successivo accesso all'università.

Descrizione

Il liceo classico deriva dal liceo unico istituito nel 1859 con la legge Casati e successivamente riorganizzato nel 1923 con la riforma Gentile. Quest'ultima attribuì al liceo classico un ruolo di preminenza e per circa mezzo secolo rimase l'unico istituto superiore che consentiva l'iscrizione a tutti i corsi di laurea. Solo nel 1969, anche in seguito al movimento del Sessantotto, questa opportunità venne allargata agli studenti delle altre scuole superiori di durata quinquennale.

In questo indirizzo scolastico è obbligatoriamente impartito l'insegnamento di lingue e letteratura classiche (studio della lingua latina e del greco antico) e si conserva una marcata impronta umanistica incentrata sullo studio di filosofia, storia e materie letterarie.

Le materie oggetto di studio sono similari alla tradizione del Humanistisches Gymnasium tedesco, nato in Sassonia nel 1528 (90% statali): lingua nazionale (tedesco), grammatica e letteratura latina e greca, ebraico antico (in alcuni istituti), filosofia, storia, matematica, lingue straniere, scienze sociali. Il diffuso indirizzo Mathematisch-Naturwissenschaftliches Gymnasium (Liceo Ginnasio di Matematica e Scienze Naturali) prevede lo stesso approfondimento delle materie umanistiche caratterizzanti (latino, Greco, ecc), completato in aggiunta da un focus sulle cosiddette materie STEM (Scienza, Tecnica, Ingegneria, Matematica).

Storia

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Ginnasio liceo

Lo stesso argomento in dettaglio: Legge Casati.
Gabrio Casati.

Il liceo classico trova le sue radici nel "ginnasio-liceo" istituito nel 1859 dalla legge Casati,[1] come scuola successiva alle elementari (rese obbligatorie), inizialmente vigente nel solo Regno di Sardegna e poi estesa a tutta l'Italia dopo l'unificazione. I licei peraltro già esistevano, essendo stati istituiti in epoca napoleonica, per assicurare un'istruzione di alto livello anche da parte di istituzioni laiche. Con la legge Casati si voleva, come nel resto d'Europa, mettere ordine nel settore, precisando quali erano le prerogative dello stato in materia di istruzione.

Sul modello della tradizione scolastica umanistica preunitaria, la legge Casati prevedeva un unico indirizzo liceale in cui le materie letterarie e umanistiche erano prevalenti. Il piano di studi originario prevedeva un corso di otto anni (non esistendo all'epoca la scuola media), diviso in cinque anni di ginnasio e in un triennio liceale: lo studio del latino iniziava nella prima classe ginnasiale, quello del greco nella terza.

Il ginnasio liceo era una scuola secondaria dalla durata di otto anni. Vi si accedeva dopo la scuola elementare (inizialmente di durata quadriennale) e dava accesso a qualsiasi facoltà universitaria; il ginnasio liceo era l'unico corso di studi secondario di tipo liceale, ovvero non finalizzato a una formazione tecnico-professionale, ma al proseguimento degli studi in ambito universitario.

Il piano di studi si rifaceva direttamente alla tradizione scolastica del trivio ed erano quindi prevalenti materie umanistiche tanto che, ai primi anni del ginnasio, le sole italiano e latino coprivano tre quinti del totale delle ore di lezione. Va però considerato che all'epoca, la scuola elementare (quadriennale e comunale) era molto diversa da quella moderna e che, di fatto, la prima vera scolarizzazione avveniva al ginnasio.

Il ginnasio liceo era pensato per formare le future classi dirigenti; chi lo frequentava avrebbe proseguito gli studi: quindi i programmi non contemplavano alcuno scopo utilitaristico né riferimenti al mondo del lavoro.

Fin dal suo inizio la scuola fu criticata per il suo approccio umanistico filosofico che relegava ad un ruolo di secondo piano l'istruzione tecnica.[2]

Quadro orario

Ginnasio (1859) I II III IV V
Italiano 7 7 6 4 4
Latino 8 8 9 6 6
Greco - - 2 4 4
Storia e geografia 4 4 2 3 3
Aritmetica 1 1 1 3 3
Ginnastica e esercizi militari 4 4 4 2 2
Religione 1 1 1 1 1
Totale delle ore settimanali 25 25 25 23 23
Liceo (1859) I II III
Italiano 5 4 3
Latino 3 2 2
Greco 2 2 2
Storia 4 4 3
Matematica 8 - 3
Fisica e chimica - 6 3
Filosofia - 4 4
Storia naturale - - 5
Totale delle ore settimanali 22 22 25

Successive modifiche

Il ginnasio liceo delineato dalla legge Casati rimase sostanzialmente invariato fino al 1923, anche se i programmi e i quadri orari vennero rinnovati più volte (nel 1867, 1884, 1888, 1892).[3] Il quadro orario del 1892 introdusse lo studio del francese dalla terza ginnasio alla quinta ginnasio, colmando la mancanza di una lingua straniera.

All'inizio del Novecento, essendo emerso il problema della carente istruzione matematico/scientifica, fu concesso ai singoli licei di attivare sezioni sperimentali in cui, al posto del greco, potevano essere impartiti insegnamenti di matematica o di una lingua moderna. Nel 1911 fu istituito il liceo moderno, che si affiancò al corso tradizionale; per distinguerlo da quest'ultimo, il tradizionale ginnasio liceo iniziò a essere chiamato informalmente "liceo classico", anche se, ufficialmente, il nome restava "ginnasio liceo".

Il liceo moderno fu abolito nel 1923 con la riforma Gentile, che contestualmente istituì il liceo scientifico.

Riforma Gentile e preminenza del liceo classico

La riforma Gentile del 1923 riprese l'impianto complessivo del ginnasio/liceo, accentuandone l'aspetto umanistico-classicista.[4] Questo era in sintonia con i principi della filosofia neoidealista, di cui Gentile era con Benedetto Croce, il massimo esponente. Infatti i filosofi neoidealisti consideravano le discipline letterarie, storiche e digressive le uniche in grado di fornire vera e propria conoscenza, soprattutto la filosofia, essendo di per sé una forma letterale, semplice e primitiva delle scienze astratte e naturali, e proprio per questo indispensabile per renderle comprensibili.

Nella logica gentiliana la scuola d'élite doveva coincidere con il liceo "classico", destinato alla formazione delle future classi dirigenti e per questo posto in una posizione privilegiata nei confronti degli altri indirizzi secondari superiori: solo ai diplomati in possesso di maturità classica era infatti concessa la libera iscrizione in qualsiasi facoltà universitaria, mentre ad esempio chi proveniva dal liceo scientifico non poteva iscriversi né a lettere, né a giurisprudenza. Questa ultima preclusione era particolarmente grave, in quanto giurisprudenza era la laurea di elezione per i politici e i parlamentari.

I profondi mutamenti apportati all'intero sistema scolastico si risentiranno anche sul liceo classico: la nuova scuola elementare, quinquennale e statale, garantiva una preparazione adeguata; per accedere al ginnasio bisognava superare un nuovo impegnativo esame di ammissione; erano previsti esami altrettanto impegnativi tra la III e la IV ginnasio, tra la V ginnasio e la I liceo, e, a fine corso, il nuovo esame di maturità, un esame di stato estremamente rigoroso. I nuovi programmi ministeriali esaltavano la componente estetico-letteraria: lo studio dell'italiano e della filosofia fu strutturato in chiave storica, come studio della storia della letteratura e del pensiero filosofico.

Il nome ufficiale rimase "ginnasio liceo", benché l'ultimo triennio venisse correntemente chiamato "liceo classico", per poterlo distinguere dal liceo scientifico.

Quadro orario

Ginnasio (1923 - 1940) I II III IV V
Italiano 7 7 7 5 5
Latino 8 7 7 6 6
Greco - - - 4 4
Lingua straniera - 3 4 4 4
Storia e geografia 5 5 4 3 3
Matematica 1 2 2 2 2
Totale delle ore settimanali 21 24 24 24 24
Liceo (1923 - 1940) I II III
Lettere italiane 4 4 3
Lettere latine 4 4 3
Lettere greche 4 4 3
Storia 3 3 3
Filosofia 3 3 3
Matematica 3 2 3
Fisica 1 2 2
Scienze naturali, chimica e geografia 3 2 3
Storia dell'arte - 2 2
Totale delle ore settimanali 25 26 25

Riforma Bottai e nascita del liceo classico

Giuseppe Bottai.

Prima della Riforma Bottai l'istruzione dopo le elementari era divisa in diverse scuole, ognuna delle quali era propedutica ad un certo indirizzo (liceale o tecnico). Nel 1940 Bottai istituì la scuola media "unica" triennale,[5] che assorbì i primi tre anni di ginnasio: da allora il liceo classico è strutturato come una scuola quinquennale, ma mantenne la numerazione delle classi previgente (quindi i primi due anni sono le classi quarta e quinta del ginnasio, gli ultimi tre sono le classi prima, seconda e terza del liceo: la numerazione è peculiare, poiché le altre scuole secondarie prevedono le classi dalla prima alla quinta in corrispondenza degli anni di corso).

A parte qualche necessario ritocco agli orari, come la divisione di storia e geografia in due singole materie per il IV e V ginnasio, il nuovo corso rimaneva sostanzialmente identico al precedente.

In questa occasione il nome ufficiale fu cambiato in "liceo classico"; la denominazione degli anni di corso, però, rimase quella tradizionale, tuttora in vigore: dopo la III media ci sono la IV e la V ginnasio e poi la I, la II e la III liceo classico.

Permanevano l'impostazione gentiliana con l'accesso in esclusiva a tutti i corsi universitari e la lingua straniera limitata al primo biennio. Quest'ultimo aspetto cominciò ad essere percepito come una lacuna, sempre più grave col passare degli anni, che sarà superata solo negli anni novanta con il meccanismo delle sperimentazioni.

A causa degli eventi bellici, l'orario fu più volte rimaneggiato e quello definitivo si avrà solo nel 1952.[6]

Quadro orario

Liceo classico
(1952 - 2010)
Ginnasio Liceo
IV V I II III
Lingua e lettere italiane 5 5 4 4 4
Lingua e lettere latine 5 5 4 4 4
Lingua e lettere greche 4 4 3 3 3
Lingua e letteratura straniera 4 4 - - -
Storia 2 2 3 3 3
Geografia 2 2 - - -
Filosofia - - 3 3 3
Matematica 2 2 3 2 2
Fisica - - - 2 3
Scienze naturali, chimica e geografia - - 4 3 2
Storia dell'arte - - 1 1 2
Educazione fisica 2 2 2 2 2
Religione cattolica o attività alternative 1 1 1 1 1
Totale delle ore settimanali 27 27 28 28 29

Dopoguerra e perdita del ruolo di scuola elitaria

La quota degli studenti del liceo classico iniziò a diminuire in favore del liceo scientifico, l'accesso al quale era stato facilitato con l'istituzione della scuola media. Dopo il 1969, con la liberalizzazione dell'accesso all'università, questa quota si ridusse ulteriormente; al momento della riforma Gelmini (varata nel 2010), fra gli iscritti all'ultimo anno di corso, il liceo classico avrebbe contato 51.000 studenti a fronte dei 103.000 del liceo scientifico.[7]

Nel 1969 l'accesso all'università venne liberalizzato, ponendo un termine alla preminenza del liceo classico nei confronti degli altri indirizzi di studi secondari: l'iscrizione ad ogni facoltà fu concessa a tutti i diplomati degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale.[8]

Sperimentazioni

Sede ministeriale in viale Trastevere, a Roma.
Sede ministeriale in viale Trastevere, a Roma.

Come tutte le altre scuole superiori, anche i licei classici a partire dal '70 godettero di una certa autonomia che consentì di attivare corsi sperimentali insieme al corso d'ordinamento ufficiale previsto dal Ministero, o anche in sostituzione di questo. I corsi sperimentali, una volta approvati con circolare ministeriale, potevano essere liberamente adottati dai singoli licei.

La sperimentazione più diffusa andava a colmare quella che era avvertita come la maggiore lacuna di questa scuola, ossia la mancanza della lingua straniera negli ultimi tre anni; e in effetti, questa sperimentazione sostituì di fatto il corso d'ordinamento e fu essa stessa la base di ulteriori sperimentazioni, come la sperimentazione storia dell'arte e la sperimentazione P.N.I. Al momento della riforma Gelmini (2010), la stragrande maggioranza degli studenti frequentava uno di questi corsi:

Sperimentazione lingua straniera

Liceo classico (fino al 2010)
sperimentazione lingua straniera
Ginnasio Liceo
IV V I II III
Lingua e lettere italiane 5 5 4 4 4
Lingua e lettere latine 5 5 4 4 4
Lingua e lettere greche 4 4 3 3 3
Lingua e letteratura straniera 3 3 3 3 3
Storia 2 2 3 3 3
Geografia 2 2 - - -
Filosofia - - 3 3 3
Matematica 2 2 3 2 2
Fisica - - - 2 3
Scienze naturali, chimica e geografia - - 4 3 2
Storia dell'arte - - 1 1 2
Educazione fisica 2 2 2 2 2
Religione cattolica o attività alternative 1 1 1 1 1
Totale delle ore settimanali 26 26 31 31 32

Sperimentazione lingua e arte

Liceo classico (fino al 2010)
sperimentazione lingua e arte
Ginnasio Liceo
IV V I II III
Lingua e lettere italiane 5 5 4 4 4
Lingua e lettere latine 5 5 4 4 4
Lingua e lettere greche 4 4 3 3 3
Lingua e letteratura straniera 3 3 3 3 3
Storia 2 2 3 3 3
Geografia 2 2 - - -
Filosofia - - 3 3 3
Matematica 2 2 3 2 2
Fisica - - - 2 3
Scienze naturali, chimica e geografia - - 4 3 2
Storia dell'arte 2 2 2 2 2
Educazione fisica 2 2 2 2 2
Religione cattolica o attività alternative 1 1 1 1 1
Totale delle ore settimanali 28 28 32 32 32

Sperimentazione lingua e PNI

Liceo classico (fino al 2010)
sperimentazione lingua e P.N.I.
Ginnasio Liceo
IV V I II III
Lingua e lettere italiane 5 5 4 4 4
Lingua e lettere latine 5 5 4 4 4
Lingua e lettere greche 4 4 3 3 3
Lingua e letteratura straniera 3 3 3 3 3
Storia 2 2 3 3 3
Geografia 2 2 - - -
Filosofia - - 3 3 3
Matematica 4 4 3 3 3
Fisica - - - 2 3
Scienze naturali, chimica e geografia - - 4 3 2
Storia dell'arte - - 1 1 2
Educazione fisica 2 2 2 2 2
Religione cattolica o attività alternative 1 1 1 1 1
Totale delle ore settimanali 28 28 31 32 33

Sperimentazione bilinguismo

Liceo classico (fino al 2010)
sperimentazione bilinguismo
Ginnasio Liceo
IV V I II III
Lingua e lettere italiane 5 5 4 4 4
Lingua e lettere latine 5 5 4 4 4
Lingua e lettere greche 4 4 3 3 3
Lingua e letteratura straniera 1 3 3 3 3 3
Lingua e letteratura straniera 2 3 3 3 3 3
Storia 2 2 3 3 3
Geografia 2 2 - - -
Filosofia - - 3 3 3
Matematica 2 2 3 2 2
Fisica - - - 2 3
Scienze naturali, chimica e geografia - - 4 3 2
Storia dell'arte - - 1 1 2
Educazione fisica 2 2 2 2 2
Religione cattolica o attività alternative 1 1 1 1 1
Totale delle ore settimanali 29 29 34 34 35

Sperimentazione Brocca

il Progetto Brocca prevedeva ore supplementari rispetto al liceo classico tradizionale, con l'inserimento nel biennio del diritto e dell'economia, della frequenza presso il laboratorio di chimica e fisica, dell'informatica abbinata alla matematica per tutto il quinquennio, e un potenziamento delle ore di scienze (chimica, biologia, scienze della Terra). La sperimentazione è stata abolita con l'entrata in vigore della riforma Gelmini.

Sperimentazione classico europeo

Il Liceo classico europeo prese le mosse dai principî del trattato di Maastricht. L'apprendimento delle lingue degli Stati membri viene abbinata alla conoscenza della cultura e della storia dei popoli europei e questo istituto nasce per favorire la formazione di una coscienza europea, per ottenere un rafforzamento sempre maggiore dell'Unione europea.

Il liceo classico europeo è stato pensato a partire dai programmi del liceo classico tradizionale ai quali sono stati aggiunti interessi specifici o innovative. In particolare lo studio quinquennale di due lingue straniere (la lingua inglese e una seconda lingua comunitaria tra il francese, il tedesco e lo spagnolo), del diritto e dell'economia politica, di due materie curriculari non linguistiche insegnate in lingua straniera tra storia, storia dell'arte, scienze, geografia (chiamata anche geostoria), diritto ed economia politica, l'accorpamento del greco e del latino in un'unica materia (lingue e letterature classiche) con approccio comparatista; inoltre le ore di matematica vengono aumentate fino a raggiungere un totale uguale a quello del liceo scientifico.

Anni 2000

Nel 2008 gli iscritti al liceo classico erano circa 280.000 (il 70% ragazze), ponendo questo indirizzo scolastico al quarto posto dopo i licei scientifici e gli istituti tecnici e professionali.[9]

Riforma Moratti

Lo stesso argomento in dettaglio: Riforma Moratti.
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Riforma Gelmini

Lo stesso argomento in dettaglio: Riforma Gelmini.

Con la riforma Gelmini del 2010 il previgente corso ordinario di liceo classico, le sperimentazioni e i progetti assistiti sono tutti confluiti nel nuovo indirizzo di ordinamento di liceo classico in vigore dal 1º settembre 2010. Il corso in vigore non si discosta vistosamente da quello ordinario stabilito nel 1952, ma vi apporta solo alcuni piccoli correttivi alla luce dei criteri generali della riforma dei licei (ad esempio, l'unificazione di storia e geografia nel primo biennio) e della sperimentazione di liceo classico finora più diffusa, relativa alla lingua straniera quinquennale. Il liceo classico ha il seguente quadro orario:[10]

Discipline 1º biennio 2º biennio V
I II III IV
Lingua e letteratura italiana 4 4 4 4 4
Lingua e cultura latina 5 5 4 4 4
Lingua e cultura greca 4 4 3 3 3
Lingua e cultura straniera 3 3 3 3 3
Storia e geografia 3 3 - - -
Storia - - 3 3 3
Filosofia - - 3 3 3
Matematica 1 3 3 2 2 2
Fisica - - 2 2 2
Scienze naturali 2 2 2 2 2 2
Storia dell'arte - - 2 2 2
Scienze motorie e sportive 2 2 2 2 2
Religione cattolica o attività alternative 1 1 1 1 1
Totale delle ore settimanali 27 27 31 31 31

È previsto l'insegnamento, in lingua straniera, di una disciplina non linguistica (CLIL) compresa nell'area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell'area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse annualmente assegnato.

Le materie principali sono quelle umanistico-letterarie. Per quanto riguarda le materie in comune con tutti i licei, si segnala un monte ore consistente assegnato anche allo studio di storia (che dispone nel triennio di tre ore settimanali, contro le due di tutti gli altri indirizzi liceali) e filosofia (anch'essa presente con tre ore negli ultimi tre anni, mentre nella maggior parte dei licei ne ha assegnate solo due) inoltre nel biennio viene tolta un'ora allo studio dell'italiano; nel biennio non sono insegnate né la storia dell'arte né la fisica e sono poco approfondite le scienze naturali, seguendo un orario in comune col liceo delle scienze umane tradizionale e linguistico.

Le materie caratterizzanti sono il latino e il greco antico. Il latino è insegnato anche nei primi due anni del liceo linguistico e nelle opzioni tradizionali del liceo scientifico e del liceo delle scienze umane, il greco antico è insegnato solo nel liceo classico. Il ginnasio prevede uno studio ampio della grammatica e morfologia latina e greca a cui, nel triennio liceale, si aggiunge quello della letteratura greca e latina.

La geografia, presente nel ginnasio unitamente a storia, viene abbandonata in prima liceo a favore di filosofia, fisica e storia dell'arte. Il programma di scienze naturali prevede lo studio di chimica e geografia astronomica nel primo anno, biologia e chimica nei successivi tre e geologia e chimica l'ultimo anno, in comune col liceo linguistico e con l'opzione tradizionale del liceo delle scienze umane.

Il Decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89 stabilisce, nell'allegato "C"[11] il quadro orario del liceo classico. Il decreto n. 89/2010 è parte della cosiddetto riforma Gelmini, che ha revisionato globalmente l'assetto della scuola secondaria superiore.

Nel 2012 gli iscritti al liceo classico sono il 6,66% del totale: per la prima volta gli iscritti al primo anno di liceo classico sono meno di quelli al linguistico, che ammontano a 7,25%: il liceo classico risulta quindi il terzo indirizzo liceale per numero di iscritti al primo anno.[12] Nel 2016 gli iscritti al liceo delle scienze umane erano il 7,4% degli iscritti totali, mentre quelli del liceo classico erano il 6,2%; ciò rende il liceo classico il quarto liceo per numero di iscritti.[13]

Dibattito e criticità

Secondo alcuni autori sarebbe la scuola che prepara meglio[14] ma le opinioni in merito non sono concordi.[15] Considerato a lungo "scuola formativa per eccellenza", la sua organizzazione fu impostata a tal fine.[16] Nel tempo ha fatto registrare una riduzione di iscritti.[17][18]

Il dibattito sulla necessità o meno di abolire lo studio del latino e del greco antico non è recente. Già nel 1782, Thomas Jefferson affermava che in Europa l'insegnamento del greco e del latino era in disuso. Nella relazione Sulle condizioni della pubblica istruzione nel Regno d'Italiadel 1865, si affermava che "Le lettere latine non sono studiate né amate dai giovani e, in quanto a cognizioni di latino, si ha un notevole regresso da venticinque anni a questa parte". All'inizio del XXI secolo, Federico Condello e il quotidiano Il Sole 24 Ore si sono occupati della questione.[19]

Nel 1906, Ernesto Cesare Longobardi scrisse che "l'Italia ha più bisogno di uomini che producono che di uomini che parlino e scrivano, più di commercianti e di tecnici che di commentatori di classici"; ma affermò anche che abbandonare completamente lo studio del latino sarebbe altrettanto dannoso.[19]

Secondo Francoise Waquet, la rivoluzione sociale che ha portato all'informazione di massa è stata generata anche dal rifiuto del privilegio sul piano della comunicazione da parte di una élite. Il latino era stato non tanto una lingua morta, quanto piuttosto una linea guida per affrontare la vita.[20]

La comprensione di un testo è stata vista come fondamentale per poter tradurre correttamente latino e greco antico, ed è stata assimilata alla "ricerca scientifica" come tipo di esercizio[21] mentre, in ottica opposta, quanto si fa coi testi di letteratura greca e latina si potrebbe realizzare con pari risultati dedicandosi alle lingue moderne[21] e l'insegnamento delle lingue antiche non migliorerebbe la preparazione degli studenti, confrontandola con quella ottenuta dalle altre scuole superiori, ma soltanto le loro competenze nell'ambito delle discipline umanistiche, quindi sarebbe più idonea solo per studenti con questi specifici interessi.[22]

I risultati ottenuti da personalità di successo (come Mark Zuckerberg, Bill Gates e Steve Jobs) sono stati solo in parte attribuiti allo studio delle lingue classiche; alcuni hanno studiato lingue antiche ma si tratta pur sempre di uomini eccezionali, che talvolta avevano studiato anche l'ebraico e le lingue moderne, oltre a possedere comunque qualità individuali ed ampie conoscenze.[23]

Massimo Fusillo nota che gli studenti del liceo classico che si iscrivono a lettere classiche "praticamente iniziano da zero", e che negli Stati Uniti lo studio del latino e del greco antico inizia solo nei college e, malgrado questo, le università americane hanno sempre formato classicisti di fama internazionale.[21] Fusillo altresì afferma che durante la sua esperienza didattica all'università raramente ha trovato "grandi differenze fra gli studenti provenienti dal classico e quelli provenienti dallo scientifico, ad esempio".[21]

Per alcuni gli insegnamenti sono rimasti legati ai secoli passati, quando la formazione era destinata all'élite, cioè ad una realtà superata. Se i dati statistici sembrano premiare il liceo classico,[24] questo non risulterebbe sufficiente per sancire una superiorità del liceo classico rispetto alle altre scuole superiori.[25][26] Avendo ancora oggi il liceo classico la fama di essere una scuola elitaria,[27] gli studenti che si iscrivono al liceo classico sarebbero in partenza già un po' più preparati e motivati dalle famiglie rispetto a quelli che si iscrivono in altre scuole superiori e avrebbero raggiunto risultati migliori già dalla scuola media inferiore.[28] Un altro fattore potrebbe essere la presenza molto ridotta di studenti extracomunitari, partendo da analisi che mettono in relazione il numero di studenti stranieri col rendimento collettivo.[29]

Il liceo classico non sarebbe "al passo con la modernità"[30] e, diversamente da quanto avviene nei Paesi più sviluppati, solo in Italia una "scuola elitaria" rende obbligatorio l'insegnamento del latino e del greco antico. L'istruzione in Paesi come la Finlandia, considerata tra le migliori al mondo, oppure quella degli Stati Uniti d'America (i cui contenuti e modello, come l'SAT o l'APT del The College Board, sono stati imitati anche da molte scuole superiori cinesi), non prevedono l'insegnamento delle lingue antiche se non marginalmente.[31]

Secondo alcuni, il liceo classico sarebbe la "scuola che tutti ci invidiano",[32][33] e questo è stato ripetuto da più fonti;[34][35] tuttavia la scuola italiana (e il liceo classico in particolare) non sembrerebbe essere ai vertici dell'istruzione europea o mondiale. Le classifiche pubblicate da organismi come l'OCSE spiegano che gli studenti italiani studiano per un numero di ore (in media 50 ore a settimana) sensibilmente maggiore rispetto a studenti di altri Paesi, come ad esempio Germania (36 ore a settimana) o Svizzera (38 ore a settimana) e, nonostante ciò, la preparazione degli studenti italiani sarebbe nettamente inferiore.[36]

In occasione delle elezioni politiche del 2018, Emma Bonino ha affermato che in Italia sarebbero necessari più ingegneri e operai specializzati che latinisti, e che i laureati in Italia sono di per sé pochi e spesso preferiscono corsi di laurea umanistici, con scarsi e malpagati sbocchi lavorativi.[30][37] Il periodico iO Donna ha pubblicato un'analisi comparata condotta separatamente dai giornalisti Tommaso Labate e Paolo Conti nella quale emergono in parte i meriti della scuola, ma anche il terrore di formare "legioni di coltissimi disoccupati intellettuali".[37]

Rete Nazionale dei Licei Classici

Il 21 aprile 2016 presso il Liceo Classico-Scientifico "Gulli e Pennisi" di Acireale (CT), è stato sottoscritto e depositato l'atto istitutivo della Rete Nazionale dei Licei Classici (RLNC),[38] soggetto pubblico al quale a Maggio 2016 già aderivano oltre 80 istituti presenti in 16 regioni di tutto il Paese. Fra gli obiettivi istituzionali della rete sono citati la promozione di "iniziative finalizzate alla valorizzazione e alla diffusione della cultura e degli studi umanistici", e la "diffusione di testi in formato digitale e materiali per la didattica prodotti dalle singole istituzioni scolastiche",[38] aprendo alla possibilità di un loro rilascio a contenuto aperto, liberamente consultabile anche da utilizzatori diversi da studenti e docenti di istituti superiori o università.

Le competenze della RLNC riguardano:

Il 17 maggio 2018 è stato presentato al MIUR il portale della Rete Nazionale dei Licei Classici[39], strumento comunicativo e collaborativo utile per condividere la programmazione degli obiettivi strategici e l'adeguamento "metodologico-didattico delle discipline d'indirizzo di curricolo" qualificanti il percorso di studi.

Le risorse economico-finanziarie della Rete sono attinte dal MIUR, dagli Uffici Scolastici Regionali, da enti e soggetti privati. La loro gestione amministrativa e contabile è a carico dell'istituto capofila.[38]

Licei classici più antichi in attività

Istituti fondati nel XV secolo

Istituti fondati nel XVI secolo

Istituti fondati nel XVII secolo

Istituti fondati nel XVIII secolo

Istituti fondati nel XIX secolo

Note

  1. ^ Legge 3725/1859 (testo integrale, da Eduscuola.it)
  2. ^ Ansovini, La legge Casati, Enciclopedia Treccani (archiviato dall'url originale il 29 gennaio 2014).
  3. ^ Homepage, su Mondadori Education. URL consultato il 30 agosto 2019.
  4. ^ Regio Decreto 2345/1923 Archiviato il 22 luglio 2011 in Internet Archive. (estratto, da Subalpinamathesis.unito.it)
  5. ^ Legge 889/1940
  6. ^ Decreto Ministeriale 01/12/1952 (testo integrale, da Eduscuola.it)
  7. ^ La Repubblica, 13/06/2010, pag. 20
  8. ^ Legge 910/1969, su guide.supereva.it. URL consultato il 30 agosto 2019.
  9. ^ Ministero della Pubblica Istruzione - Dipartimento per la Programmazione Ministeriale, per la Gestione del Bilancio e per le Risorse umane e dell’Informazione, I numeri della scuola (PDF), su Eduscuola. URL consultato il 30 agosto 2019.
  10. ^ Indire, sito ufficiale (PDF), su indire.it. URL consultato il 09-02-2010.
  11. ^ Piano degli studi del liceo classico (PDF), su Indire, p. 7.
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Bibliografia

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