INA Assitalia
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StatoBandiera dell'Italia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1912 a Roma
Chiusura30 giugno 2013 acquisizione
Sede principaleRoma
GruppoAssicurazioni Generali
SettoreAssicurazione
ProdottiAssicurazioni Vita e Danni
Slogan«Ina Assitalia e gli Italiani insieme da sempre»

INA Assitalia S.p.A. è stata una compagnia assicuratrice, operante sul mercato italiano dal 1912 al 2013. Negli ultimi anni appartenne al gruppo Assicurazioni Generali.

Direzione Generale INA in via L. Bissolati 23, Roma
Istituto Nazionale delle Assicurazioni, Firenze
Lecce, palazzo dell'INA e palazzo del sedile
Palazzo INA, Napoli
Napoli, Palazzo INA in piazza Carità, in una vecchia cartolina

Storia

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Fondazione

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Istituto Nazionale delle Assicurazioni

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La legge 305 del 4 aprile 1912, emanata dal quarto governo Giolitti, ordinò la nazionalizzazione delle assicurazioni sulla vita[1]. Conseguentemente, nello stesso anno, fu istituito l'INA (Istituto Nazionale delle Assicurazioni), ente pubblico specializzato nel monopolio italiano delle assicurazioni sulla vita,[2] con un decreto del ministro Francesco Saverio Nitti.

Il decreto legge 29 aprile 1923 reintrodusse la concorrenza per le assicurazioni sulla vita, ma insieme impose il sistema delle "cessioni legali", per il quale le compagnie private dovevano riassicurare, almeno parzialmente, il loro portafoglio vita presso l'INA[3].

Al 31 dicembre 1931 l'INA aveva le seguenti statistiche[4]:

Assitalia

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Il 25 luglio 1923 venne fondata l'Assitalia (l'esatta denominazione era: Le Assicurazioni d'Italia, Società Anonima) per occuparsi del ramo danni[5]. Metà del capitale sociale dell'Assitalia era posseduto dall'INA e metà da diversi gruppi assicurativi privati.

Nel 1927 l'INA rilevò l'intero pacchetto azionario dell'Assitalia[3].

INA-Casa

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La legge 28 febbraio 1949 n.43 stabiliva un programma di costruzione di case per lavoratori, anche al fine di dare lavoro agli operai: la realizzazione del piano fu affidata all'INA. A partire dal 1949 fino al 1963 l'istituto promosse il programma edilizio INA-Casa: si stima che questo progetto abbia portato alla costruzione di 350.000 alloggi popolari in tutta Italia[1].

Privatizzazione

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Nel 1992 il governo trasforma l'ente pubblico che gestisce l'INA in S.p.A. con lo scopo di privatizzare la società. Presidente è Lorenzo Pallesi; Amministratore Delegato Mario Fornari, affiancato da due direttori generali, Franco Pietrobono e Mario Bartolozzi. Nel giugno 1993 l'ex ente pubblico si scinde in due società, l'impresa assicuratrice INA s.p.a. (che controlla Assitalia, Praevidentia e INA Banca) e la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici (Consap). Presidente dell'INA è Pallesi e amministratori delegati Pietrobono e Giancarlo Giannini. Fornari assume la presidenza della Consap.

Il processo di privatizzazione inizia nel 1994, con un'offerta pubblica di vendita e con il collocamento di circa il 48% delle azioni costituenti il capitale sociale dell'INA s.p.a. Nel novembre dello stesso anno si tiene la prima assemblea degli azionisti, fra cui il Tesoro che conserva ancora la maggioranza assoluta delle azioni. Presidente dell'INA viene nominato Sergio Siglienti, amministratori delegati Giancarlo Giannini e Roberto Pontremoli. Nel 1996 il processo di privatizzazione si conclude con la cessione dell'ultimo 31% del capitale sociale ancora detenuto dal Ministero del Tesoro. Nel novembre 1997 l'Assemblea degli azionisti (fra cui primeggiano IMI-San Paolo e Cariplo) conferma alla presidenza Siglienti e nomina amministratore delegato unico Lino Benassi, Nel 1998 dall'INA s.p.a. viene scorporato quasi tutto il patrimonio immobiliare che viene conferito all'UNIM, le cui azioni, quotate in borsa, vengono ripartite fra tutti gli azionisti dell'INA. Nel 1999 Generali lanciano un'OPA sulla totalità delle azioni costituenti il capitale sociale dell'INA; contemporaneamente un'altra opa viene lanciata da Pirelli sulle azioni UNIM. Entrambe le operazioni si concludono con successo nel 2000.

il 31 dicembre 2006 Generali fonde le compagnie INA e Assitalia (di cui l'INA è nel frattempo ridiventato azionista unico) in un'unica società: INA Assitalia S.p.A.[6][7]

Per effetto del riassetto societario, voluto dal CEO Mario Greco, il 1º luglio 2013 le attività assicurative italiane di Assicurazioni Generali sono incorporate in INA Assitalia S.p.A.; quest'ultima a sua volta cambia denominazione in Generali Italia S.p.A. e sposta la sede legale da Roma a Mogliano Veneto. Della vecchia Compagnia rimarrà solo la dicitura nel marchio "Generali INA Assitalia", d'ora in poi modificato in stile "Assicurazioni Generali".

Palazzi ed edifici costruiti dall'INA

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Molti palazzi INA sono nello stile Novecento, movimento artistico italiano nato a Milano alla fine del 1922. Alcuni sono esempi eccellenti dello stile razionalista. Altri palazzi INA sono stati invece edificati nel dopoguerra, in spazi rimasti liberi, una volta eliminate le macerie causate dai bombardamenti. Edifici provvisori, creati in occasione di fiere annuali, sono andati perduti.[8]

Palazzi storici di proprietà INA

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Palazzi storici di proprietà Assitalia

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Palazzi costruiti dall'Assitalia

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INA per lo sport

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INA Assitalia sponsor di maglia della Roma campione d'Italia 2000-2001

In passato l'INA Assitalia è stata sponsor di entrambe le squadre calcistiche capitoline: dal 1997 al 2002 della Roma e dal 2005 al 2007 della Lazio. Dal 1982 al 1990 il Seminatore d'oro - premio dato, con il patrocinio del CONI, al migliore allenatore delle squadre di calcio - è stato assegnato dall'INA e ha assunto la nuova denominazione Seminatore INA. Ha pubblicato per molti anni l'agenda e l'annuario INA-Sport.[11] Ha sostenuto competizioni organizzate dall'Aero Club di Treviso, negli anni sessanta e settanta.[12]

Direttori generali dell'INA[13]

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Archivio

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La costituzione dell'Archivio storico INA[14] venne deliberata nell'aprile del 1961 in occasione delle celebrazioni per il cinquantenario della nascita dell'Istituto. A seguito della privatizzazione dell'Istituto, il 21 novembre 1992, la Soprintendenza archivistica per il Lazio dichiarò di notevole interesse storico tutta la produzione documentaria dell'INA. Ospitato presso la sede dell'istituto in via Bissolati a Roma, l'archivio storico comprende, tra l'altro, il fondo Storico Immobiliare, la cui documentazione riflette tutta l'attività edilizia dell'ente di Stato fin dalla sua costituzione (estremi cronologici: 1912 - 1992)[15], un fondo relativo alla gestione INA-Casa (estremi cronologici: 1942 - 1964)[16] e due fondi contenenti le carte prodotte, ricevute e utilizzate nel corso dell'attività svolta all'INA da Bonaldo Stringher (estremi cronologici: 1912 - 1922)[17] e Alberto Beneduce (estremi cronologici: 1912 - 1922)[18]

Note

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  1. ^ a b INA nel Sistema Archivistico Nazionale
  2. ^ Serena Potito, L'INA: Gli anni del monopolio (1912-1923), Milano, Angeli, 2017, SBN IT\ICCU\MIL\0931942.
  3. ^ a b INA (Istituto Nazionale delle Assicurazioni) in "Dizionario di Economia e Finanza", su treccani.it. URL consultato il 28 luglio 2021.
  4. ^ INA, Situazione al 31 Dicembre 1931 - Anno X, in La Stampa, 8 maggio 1932, p. 6.
  5. ^ Istituto nazionale delle assicurazioni - INA
  6. ^ Marino Attisani, Il processo di privatizzazione dell'Ina, Bologna, Fondazione Cesar, 1995, SBN IT\ICCU\RMG\0017653.
  7. ^ Il processo di privatizzazione riguarda Enel, Eni, Iri, Ina, Imi e Banca Nazionale del Lavoro. Vedi: Italia: Direzione generale del Tesoro, Libro verde sulle partecipazioni dello Stato: Enel, Eni, Iri, Ina, Imi e Bnl: situazione, prospettive, elementi per un programma di riordino: art. 16, Decreto-Legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito, con modificazioni, dalla Legge 8 agosto 1992, n. 359, Roma, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, 1992, SBN IT\ICCU\UFI\0149553.
  8. ^ Federico Bucci, Franco Albini: padiglioni INA per le fiere di Milano e Bari, 1935, Bari, Ilios, 2011, SBN IT\ICCU\PMI\0014902.
  9. ^ Michele Ugolini, Franco Albini: uffici INA a Parma, Firenze, Alinea, 1991, SBN IT\ICCU\VEA\0017091. Collana: Momenti di architettura moderna, 11.
  10. ^ Zita Pepi, Il Palazzo dell'Ina nel castellare dei Malavolti, Siena, A cura dell'Agenzia generale dell'Istituto nazionale delle assicurazioni e le assicurazioni d'Italia, s.d., SBN IT\ICCU\LUA\0503240.
  11. ^ Agende a annuari, reperibili in biblioteca, sono fonte di informazioni. Vedi come esempio: INA sport: annuario / edito con il patrocinio del CONI dall'Istituto Nazionale delle Assicurazioni, Roma, INA, SBN IT\ICCU\MIL\0523887.
  12. ^ Aero Club Treviso, 7º giro aereo delle Ville Venete: trofeo INA competizione nazionale: aeroporto S. Giuseppe, 24 maggio 1970, Treviso, Grafiche Vianello, 1970, SBN IT\ICCU\VIA\0317044.
  13. ^ Per i dati dal 1912 al 1981 vedi: I settantacinque anni,  p. 144.
  14. ^ Istituto nazionale delle assicurazioni - INA Assitalia spa. Archivio storico, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 18 giugno 2018.
  15. ^ Fondo Storico Immobiliare, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 18 giugno 2018.
  16. ^ Fondo Gestione INA-Casa, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 18 giugno 2018.
  17. ^ Fondo Bonaldo Stringher, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 18 giugno 2018.
  18. ^ Fondo Alberto Beneduce, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 18 giugno 2018.

Bibliografia

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Arte

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Cultura

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Mostre

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Periodici

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Premi di pittura

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Voci correlate

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Altri progetti

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