Precetti politici
Titolo originaleΠολίτικὰ παραγγέλματα
Busto moderno di Plutarco nella sua Cheronea.
AutorePlutarco
PeriodoI-II secolo
Generesaggio
Lingua originalegreco antico
SerieMoralia

I Precetti politici (o Praecepta gerendae rei publicae) sono un'opera di Plutarco, nella quale egli indica quali azioni si devono compiere per essere buoni politici.

Struttura

Rivolgendosi all'amico Menemaco, noto a noi solo da quest'opera [1], Plutarco, in 32 capitoli[2], espone, con la solita dovizia di citazioni ed esempi storici greci e romani, le azioni che, a suo dire, deve esercitare un buon politico. Il riferimento ai problemi che si sono avuti "recentemente sotto Domiziano"[3] può indicare che il saggio sia stato scritto non molto tempo dopo il 96 d.C., data della morte di Domiziano.

Plutarco ricoprì, in diversi periodi, uffici pubblici, e inoltre era molto considerato dai suoi concittadini e da molti altri come guida, filosofo e amico; non è, quindi, strano che un giovane che stava pensando di entrare in una carriera politica si appellasse a lui per consiglio.

In realtà, nell'opera non c'è nulla di profondamente filosofico e molto puramente teorico, anche perché la Grecia era, ormai, pienamente dentro l'Impero romano. Alcuni dei consigli di Plutarco, in effetti, si applicano solo ai suoi tempi e alle sue condizioni, ma il politico o statista di qualsiasi età può riconoscere molti dei suoi precetti come dettati dal buonsenso.

Note

  1. ^ Si parla solo di Pardala di Sardi come suo concittadino (813F; 825D).
  2. ^ 798a-825f.
  3. ^ 815D, cap. 19.

Bibliografia

Voci correlate

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