Diocesi di Coira
Dioecesis Curiensis
Chiesa latina
 
Stemma della diocesi Mappa della diocesi
 
VescovoJoseph Maria Bonnemain
Presbiteri498, di cui 338 secolari e 160 regolari
1.359 battezzati per presbitero
Religiosi246 uomini, 806 donne
Diaconi68 permanenti
 
Abitanti2.089.107
Battezzati677.220 (32,4% del totale)
StatoSvizzera
Superficie12.272 km²
Parrocchie310
 
ErezioneV secolo
Ritoromano
CattedraleSanta Maria Assunta
Santi patroniSan Lucio
IndirizzoHof 19, CH-7000 Chur, Schweiz
Sito webwww.bistum-chur.ch
Dati dall'Annuario pontificio 2022 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Svizzera
Il palazzo episcopale di Coira.
L'Hof Chur, sulla sinistra nella foto, di proprietà della diocesi, comprende la cattedrale ed il palazzo vescovile; la chiesa sulla destra è la Martinskirche, chiesa protestante di Coira.
Il seminario San Lucio di Coira.
Pala d'altare della cattedrale di Coira.
L'abbazia benedettina di Disentis, fondata nell'VIII secolo.
L'abbazia benedettina di Pfäfers, anch'essa dell'VIII secolo.

La diocesi di Coira (in tedesco Bistum Chur, in latino Dioecesis Curiensis) è una sede della Chiesa cattolica in Svizzera immediatamente soggetta alla Santa Sede. Nel 2021 contava 677.220 battezzati su 2.089.107 abitanti. È retta dal vescovo Joseph Maria Bonnemain.

La diocesi di Coira dal 1448 gode del privilegio di una procedura di elezione del vescovo concordata fra i 24 canonici del capitolo della cattedrale e la Santa Sede, privilegio confermato da papa Pio XI nel 1926[1] e parzialmente modificato da papa Pio XII nel 1948.[2]

Territorio

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La diocesi comprende i cantoni svizzeri di: Grigioni, Svitto, Glarona, Zurigo, Obvaldo, Nidvaldo ed Uri.

Sede vescovile è la città di Coira, dove si trova la cattedrale dell'Assunzione di Maria Vergine.

Il territorio si estende su 12.272 km² ed è suddiviso in 310 parrocchie.

Storia

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La storia della diocesi di Coira è strettamente legata a quella della provincia romana della Rezia prima, i cui confini furono a lungo anche quelli della diocesi; per questo motivo spesso la provincia era chiamata anche Rezia Curiense.

Il cristianesimo giunse in questa regione dall'Italia. La tradizione attribuisce l'evangelizzazione e la fondazione della diocesi a san Lucio, patrono della Chiesa curiense. Diversi sono i vescovi riportati dalla tradizione locale. Tuttavia, la prima menzione di un vescovo di Coira risale al 451; in quell'anno il vescovo di Como firmò una lettera sinodale del vescovo di Milano a papa Leone I anche a nome dell'assente vescovo di Coira, Asinio o Asimo: ...Asinione ecclesiae Curiensis primae Rhaetiae episcopo.

L'episcopatus o dioecesis Curiensis appartenne alla metropolia di Milano dalla sua fondazione fino al trattato di Verdun dell'843. Da quell'anno divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Magonza fino al 1801, quando Magonza fu ridotta al rango di semplice diocesi.

Nel VII secolo furono definiti i confini della diocesi, che rimasero invariati fino al XIX secolo: «Comprendeva il territorio dell'attuale canton Grigioni (senza la val Poschiavo), la valle del Reno fino alla gola dell'Hirschensprung, la regione di Sargans, la pianura della Linth, la parte settentrionale del canton Glarona, la valle di Orsera, il territorio del principato del Liechtenstein, il Vorarlberg fino a Götzis compreso, la valle di Paznaun (Ischgl) e la val Venosta fino al fiume Passirio».[3]

In un documento del vescovo Vittore III all'imperatore Ludovico il Pio (prima metà del IX secolo), viene menzionata la presenza, nel territorio diocesano, di oltre 230 chiese e cappelle, e di sette monasteri a Disentis, Pfäfers, Tubre, Müstair, Cazis, Schänis e Mistail (comune di Alvaschein); esisteva inoltre una scuola episcopale.[4] Nel tardo medioevo si aggiunsero altre abbazie, tra cui quelle premonstratensi di San Lucio a Coira, di Churwalden e di Klosters; e quella certosina di Senales presso Merano.

Alla politica attuata da Carlo Magno, tendente a separare il potere temporale da quello religioso (VIII e IX secolo), si oppose la politica di Ottone I e dei suoi successori (dal X secolo), che conferirono ai vescovi di Coira ampi poteri e privilegi dotandoli di diverse donazioni, ponendo così le basi per lo sviluppo del principato vescovile nel basso medioevo. In particolare i vescovi di Coira ebbero a lungo il controllo del passo del Settimo, a quel tempo la principale via di transito per l'attraversamento delle Alpi centrali.

Nel 1079 venne eletto a vescovo Norbert, pur essendo colpito da scomunica, al posto del candidato romano Ulrich von Tarasp, che comunque gli succedette nel 1098. Il vescovo Adelgott riformò i monasteri di Cazis, Müstair e Schänis, e fondò quello di San Lucio a Coira. All'epoca degli Hohenstaufen, i vescovi di Coira che controllavano i passi retici, presero le parti dell'imperatore, il che portò a doppie investiture papali e imperiali. Tra il 1251 e il 1272 il vescovo Heinrich von Montfort dovette fronteggiare la nobiltà locale. Il vescovo Konrad von Belmont chiamò a Coira nel 1277 i domenicani; essi fondarono il convento di San Nicola e sostennero il vescovo nella cura delle anime, incontrando forte resistenza nel clero secolare. Nel 1300 il vescovo Siegfried von Gelnhausen riscattò la diocesi imperiale di Coira dai Baroni Von Vaz e rappresentò l'imperatore Enrico VII in Italia.

Con il Concordato di Vienna del 1448 fu concesso ai canonici del capitolo della cattedrale di poter eleggere il vescovo diocesano.

Nel XV secolo la diocesi era suddivisa in sette decanati: Coira, basso Landquart (gli odierni distretti di Sargans e di Werdenberg nel Liechtenstein), Walgau, Oberland e valle di Orsera, Ob Churwalden, Engadina e val Venosta.[5]

Nel XVI secolo, l'avvento della riforma protestante pose fine al principato ecclesiastico; i vescovi di Coira tuttavia mantennero una specie di signoria su alcuni vecchi feudi della diocesi, tra cui l'area dello Hof di Coira (luogo della cattedrale e del castello vescovile), Fürstenburg nella Val Venosta, Grossengstingen nella Svevia, Fürstenau e Obervaz nei Grigioni.

Un accordo stipulato fra la Lega Caddea e i vescovi di Coira, ed accettata anche dalla Santa Sede, da un lato permise la sopravvivenza della diocesi in un territorio dove si andava sempre più diffondendosi il protestantesimo, e dall'altro portò ad un'ingerenza sempre più marcata dei laici nell'amministrazione della diocesi stessa e nella scelta dei vescovi.

La dieta federale del 1804 decise di non secolarizzare il principato vescovile, che tuttavia perse i territori fuori dai confini svizzeri a favore dell'Austria; solo sullo Hof i vescovi continuarono ad esercitare i diritti di sovranità temporale.

Anche il territorio diocesano, nella prima metà dell'Ottocento, subì sostanziali modifiche, che alterarono la sua millenaria fisionomia. Nel 1805 la diocesi perse tutti i territori non elvetici, ossia il Tirolo e il Vorarlberg, politicamente parte del regno di Baviera e dell'impero austriaco; in seguito, dopo il 1816, essi furono annessi alle diocesi di Trento e di Bressanone. Questo comportò la chiusura del seminario diocesano di Merano, aperto nel 1800, ed il suo trasferimento nel 1807 nell'abbazia premonstratense di San Lucio a Coira.

Con la perdita delle regioni orientali, il territorio diocesano comprendeva solo terre svizzere, oltre al principato del Liechtenstein. Nel 1819 i territori svizzeri della diocesi di Costanza furono suddivisi fra le diocesi di Coira e di Basilea. A Coira furono assegnati i cantoni di Svitto, Glarona, Obvaldo, Nidvaldo, Uri, Zurigo, San Gallo, Appenzello Interno, Appenzello Esterno e Sciaffusa.

Il 2 luglio 1823 per effetto della bolla Ecclesias quae antiquitate di papa Pio VII il canton San Gallo fu ceduto a vantaggio dell'erezione della diocesi di San Gallo, unita aeque principaliter a Coira fino all'8 aprile 1847, quando ne fu divisa. Nel 1866 i due cantoni di Appenzello furono ceduti alla diocesi di San Gallo. In precedenza, nel 1841, Coira aveva perso anche il canton Sciaffusa a vantaggio della diocesi di Basilea.

Sugli altri cantoni assegnati nel 1819 (ossia Obvaldo, Nidvaldo, Glarona, Zurigo e Uri), i vescovi di Coira ancora oggi esercitano unicamente le funzioni di amministratori apostolici.[6][7] Infatti, nel rispetto delle autonomie locali, ogni singolo cantone doveva aderire alla decisione pontificia con un apposito accordo. Solo il cantone di Svitto si unì definitivamente alla diocesi il 15 dicembre 1824[8]; per gli altri cantoni furono intavolate delle trattative con le autorità cantonali nel 1913, 1919 e 1924, che però fallirono.[9]

L'accordo tra Svizzera e Santa Sede del 23 ottobre 1869, entrato in vigore il 29 agosto 1870, stabilì il passaggio dei comuni di lingua italiana di Brusio e Poschiavo dalla diocesi di Como a quella di Coira.[10]

Per l'accresciuta importanza di Zurigo e l'aumento considerevole del numero dei cattolici nel suo cantone, nel 1956 vi è stato istituito un vicariato generale. Infatti nel 1863 Zurigo aveva una sola parrocchia, ma erano 41 nel 1928; inoltre nel 1970 il 59% dei cattolici della diocesi vivevano nel Canton Zurigo.

Con il decreto Etsi salva del 28 giugno 1948 papa Pio XII modificò la modalità di elezione del vescovo, d'ora in poi scelto dal capitolo della cattedrale non liberamente, ma all'interno di una terna fornita dalla Santa Sede.[11] Nel 1957, tuttavia, lo stesso papa nominò un vescovo con diritto di successione, Johannes Vonderach; tale situazione si ripeté nel 1988 con la nomina del vescovo coadiutore Wolfgang Haas, suscitando tensioni fra i cattolici nella diocesi.

Papa Giovanni Paolo II eresse l'arcidiocesi di Vaduz il 2 dicembre 1997 con territorio dismembrato dalla diocesi di Coira (il decanato di Vaduz), rendendola immediatamente soggetta alla Santa Sede; il vescovo di Coira, Wolfgang Haas ne divenne il primo arcivescovo. Il suo successore a Coira, Amédée Grab, fu scelto dal capitolo della cattedrale, riprendendo l'antica consuetudine; anche il successore di questi, Vitus Huonder, fu nominato nel 2007 seguendo la speciale procedura tradizionale.

Nel 2012 la Corporazione romano-cattolica del Canton Zurigo indirizzò al vescovo Huonder un documento per la ripartizione della diocesi. Nel 2017 il vescovo annunciò che avrebbe instaurato una discussione con le autorità ecclesiastiche del Canton Zurigo.[12] Le tensioni secessioniste dei cattolici del Canton Zurigo erano già state affrontate dalla Conferenza dei vescovi svizzeri negli anni settanta e si ripropongono periodicamente.[13]

Dopo le dimissioni del vescovo Vitus Huonder per motivi di età nel maggio 2019, la peculiare procedura di elezione del successore fu occasione di ulteriori tensioni tra il capitolo dei canonici e la Santa Sede, tanto che nel novembre 2020 il capitolo rigettò la terna di tre nomi proposta; per questo il 15 febbraio 2021 papa Francesco nominò vescovo Joseph Marie Bonnemain, uno dei nomi presenti nella terna rifiutata, senza la previa approvazione del capitolo, e contemporaneamente accolse le dimissioni anticipate del vescovo ausiliare Marian Eleganti.[14]

Cronotassi dei vescovi

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Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.

Statistiche

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La diocesi nel 2021 su una popolazione di 2.089.107 persone contava 677.220 battezzati, corrispondenti al 32,4% del totale.

anno popolazione presbiteri diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per presbitero uomini donne
1948 ? 980.162 ? 960 545 415 ? 497 3.160 264
1970 555.360 1.311.930 42,3 974 574 400 570 400 2.565 259
1980 790.000 1.690.000 46,7 973 571 402 811 477 1.935 340
1990 726.000 1.631.000 44,5 787 480 307 922 2 365 1.883 341
1999 684.930 1.649.000 41,5 659 422 237 1.039 17 305 1.116 305
2000 655.500 1.582.100 41,4 633 393 240 1.035 18 308 1.942 309
2001 631.020 1.593.555 39,6 616 388 228 1.024 28 334 1.100 309
2002 610.030 1.530.450 39,9 665 387 278 917 31 375 1.075 309
2003 658.770 1.706.290 38,6 673 377 296 978 28 405 1.065 309
2004 777.280 1.642.575 47,3 685 385 300 1.134 33 366 977 309
2006 686.446 1.655.708 41,5 661 381 280 1.038 36 395 965 308
2013 650.660 1.859.376 35,0 577 351 226 1.127 51 340 917 312
2016 695.631 1.972.803 35,3 516 349 167 1.348 59 279 795 310
2017 663.010 2.034.514 32,6 502 340 162 1.320 61 267 702 309
2019 679.946 2.041.680 33,3 516 343 173 1.317 60 278 750 309
2021 677.220 2.089.107 32,4 498 338 160 1.359 68 246 806 310

Note

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  1. ^ Vicaire, op. cit., col. 216.
  2. ^ Bishop’s Election in the Swiss Diocese of Chur Highlights Local Catholic Divisions, in National Catholic Register, 4 dicembre 2020. URL consultato il 29 dicembre 2020.
  3. ^ Dal Dizionario storico della Svizzera, voce Rezia curiense.
  4. ^ Vicaire, op. cit., col. 214.
  5. ^ Vicaire, op. cit., col. 215.
  6. ^ Fa eccezione nel canton Uri la valle d'Orsera, che da sempre ha fatto parte della diocesi di Coira e dunque è a tutti gli effetti parte integrante della diocesi.
  7. ^ Queste disposizioni sono ben evidenti nella bolla di nomina del vescovo Vitus Huonder.
  8. ^ Bolla Imposita humilitati Nostrae, in Bullarii romani continuatio, Tomo XVI, Romae, 1854, pp. 286-289.
  9. ^ Secondo Pierre Surchat, autore della voce sulla diocesi di Coira nel Dizionario storico della Svizzera, «le trattative ... fallirono sia perché la Svizzera centrale non abbandonò mai completamente l'idea di creare una propria diocesi sia perché i Grigioni si rifiutavano, sulla base di supposte proprie prerogative, di considerare su un piano paritario tutti i cantoni diocesani».
  10. ^ Testo dell'accordo in: Angelo Mercati (a cura di), Raccolta di concordati su materie ecclesiastiche tra la Santa Sede e le Autorità Civili, Roma, 1919, pp. 1000-1001.
  11. ^ Scade il mandato del Vescovo di Coira, ecco come si procede, in Corriere del Ticino, 16 aprile 2019. URL consultato il 29 dicembre 2020 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2021).
  12. ^ Priorità tematiche fino al 2019, Diocesi di Coira.
  13. ^ Una nuova diocesi per il canton Zurigo, Corriere del Ticino 17 settembre 2013.
  14. ^ Agensir, 15 febbraio 2021, https://www.agensir.it/quotidiano/2021/2/15/svizzera-papa-francesco-nomina-mons-bonnemain-vescovo-di-coira-basta-divisioni/. URL consultato il 16 febbraio 2021.
  15. ^ Il 3 luglio 1909 fu nominato arcivescovo titolare di Cizico.
  16. ^ Fu amministratore apostolico fino alla presa di possesso del successore, il 16 settembre 2007.
  17. ^ Dal 20 maggio 2019 al 19 marzo 2021, giorno della presa di possesso di Joseph Marie Bonnemain, è stato amministratore apostolico Pierre Bürcher, vescovo emerito di Reykjavík.

Bibliografia

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Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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